Studio di Alfonso Rubino
San Galgano e la Geometria Sacra
La Geometria Sacra tende a inserire l'uomo in un sistema di ritmi e armonie
affini a quelli naturali.
Se l'uomo vive e sperimenta correttamente gli stimoli prodotti
dall'osservazione dei Simboli Geometrici Sacri potrà sostenere l'armonia
con se stesso accordandola con l'armonia della creazione.
I monaci cistercensi avevano sviluppato una straordinaria conoscenza sul potere
evocatore dei forme simbolo che venivano costruite utilizzando precisi codici
geometrici, tenuti rigorosamente segreti.
Queste conoscenze erano soprattutto usate nell'architettura delle loro Abbazie.
L'analisi geometrica, che viene ora proposta, si basa sulla possibile
somiglianza con i codici geometrici usati nell'antico Egitto.
Alla base dei modelli antichi, anche greci, sono spesso presenti due forme
elementari:
a - il rettangolo 1-2 (doppio quadrato)
b - il Triangolo Sacro 3-4-5
Queste forme-base vengono "impastate" tra loro secondo schemi che tendono
sempre a evidenziare nuove correlazioni e nuove simmetrie.
Nel caso di San Galgano i maestri costruttori probabilmente conoscevano tutti i
rapporti dell'ottava musicale detta Scala diatonica naturale.
Le quote dove sono collocati capitelli, modanature, chiavi di volta e altri
particolari architettonici si trovano esattamente agli stessi livelli
dell'ottava diatonica naturale riportati nel modello geometrico.
Le quote dove sono collocati capitelli, modanature, chiavi di volta e altri
particolari architettonici si trovano esattamente agli stessi livelli
dell'ottava diatonica naturale riportati nel modello geometrico.
L'interasse delle navate tiene conto della dinamica geometrica generata da un percorso ideale seguito dal pellegrino che entra dalla porta di ingresso della Cattedrale e prosegue verso l'Altare maggiore.
Dove si creano incroci nello stesso punto di tre allineamenti si evidenziano linee privilegiate da tenere in considerazione rendendole manifeste attraverso precisi elementi architettonici.
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